collettivo STARFISH

My body is none of your business!

non SOLAmente una storia

Ed.2015

Locandina-A3-page-001.jpg

REPORT dell’iniziativa

Ed.2014

oriz1

REPORT dell’iniziativa

 

 

________________________________________________________________________________

elena

 

ELENA

Artwork: Denis Corà       Place: caffetteria ‘La Cicara’

Non ho molte occasioni di andare a ballare con le mie amiche: quando capita scelgo i vestiti una settimana prima, perché mi piace essere precisa. La mia migliore amica dice che dovremmo indossare tutte le scarpe con i tacchi, dice che sarà divertente. Io ne ho solo un paio che ho messo solo una volta per il matrimonio di mia zia, ma penso che me la caverò bene, alla fine sono piuttosto agile. Alla fine sarà divertente. Non pensavo che avrei dovuto correre. Non pensavo che quelle scarpe sarebbero rimaste sul ciglio di una strada deserta e che me le avrebbe riportate la polizia. Sono uscita solo cinque minuti dal locale per prendere aria, lui si è avvicinato e ha iniziato a chiacchierare con me. Mi ha offerto un drink e l’ho accettato. Mi ha chiesto di fare due passi ma ho rifiutato. Allora mi ha presa per un braccio, mi ha trascinata via dall’ingresso del locale verso il parcheggio, verso la sua auto. Ha provato a farmi entrare nell’auto ma io mi sono messa a correre. È stato allora che mi si sono sfilate le scarpe.Ho corso scalza lungo una strada laterale ma lui è stato più veloce di me e mi ha raggiunta.Mi ha dato uno schiaffo che mi ha fatto cadere per terra e mi ha strappato via il vestito. Mi ha aperto le gambe e chiuso la bocca, ha fatto in fretta ciò che doveva fare e poi è corso via. Le scarpe le ho buttate, non le voglio mettere più.

________________________________________________________________________________

anna

ANNA

Artwork: Jennifer Costa       Place: pasticceria ‘Cauduro’

Non pensavo sarebbe successo proprio a me.
Credevo che queste cose accadessero alle ragazze ingenue, a quelle che si fidano a salire in auto con gli sconosciuti, a quelle che si accontentano, a quelle che da piccole sono state molestate. Io non sono così, io non sono ingenua, perché io? Devo avere per forza sbagliato qualcosa. Ci sarà stato un segnale: io ero troppo occupata a fare di preciso che cosa, per non averlo colto?
Me lo chiedo mentre sono chiusa a chiave in bagno e il mio fidanzato – quello che ho presentato ai miei genitori la settimana scorsa – sta prendendo a calci la porta. Dice che se non apro immediatamente la sfonda, che sono una puttana e che non ho capito niente dalla vita. Dice che non troverò mai nessuno come lui e che quindi sarebbe meglio non farlo incazzare. So che dovrei chiamare la polizia ma vorrei chiamare mia madre. Oppure adesso apro la porta e gli chiedo scusa, non so di preciso per cosa ma forse è più sicuro che io gli chieda scusa.

________________________________________________________________________________

giulia

GIULIA

Artwork: Giovanni Kadez Battistin      Place:  caffè ‘Nazionale’

«Ma sei sicura?»
Questa è la domanda che mi ha fatto il carabiniere quando sono andata a denunciare di essere stata violentata.
L’ufficiale intende domandarmi se sono certa che si sia effettivamente svolta una violenza. Come se potessi non esserne sicura, come se avessi sognato di essere stata a una festa, di aver conosciuto due ragazzi che mi hanno condotta in una stanza vuota in cui mi hanno nell’ordine immobilizzata, picchiata e infine stuprata e lasciata lì, a tornare a piedi da un posto che nemmeno conoscevo, fino a che sono svenuta lungo la strada e qualche automobilista mi ha trovata e portata all’ospedale.
Sì, ne sono certa, agente, non l’ho sognato, non è stata soltanto una brutta scopata, è stato qualcosa contro la mia volontà. Se mi chiede però se sono sicura, allora no, non mi sento affatto al sicuro in questo momento.

________________________________________________________________________________

giovanna

GIOVANNA

Artwork: Giulia Conzato       Place: gelateria ‘Il Piacere’

L’ho cacciato di casa questa sera ma ancora non riesco a dormire. Sono terrorizzata dall’idea che possa tornare in ogni momento. Prima di uscire mi ha detto che sono una fallita, che mi trascinerà in tribunale, che si prenderà i bambini e non me li farà mai più rivedere, che sono una stupida mettermi contro di lui e che me la farà pagare, dopo tutto quello che ha fatto per me.
Non ho avuto la forza di rispondergli. Non ho avuto la forza di dirgli che questi dieci anni di matrimonio sono stati dieci anni di paura, di pressioni psicologiche per farmi sentire inadeguata e di rapporti sessuali non consenzienti seguiti da minacce. Quasi non ricordo di essere stata felice con lui, un tempo.
Sono esausta e vorrei dormire per giorni, ma ho ancora paura che lui ritorni qui. Tengo gli occhi spalancati nel buio e il telefono acceso. Faccio un respiro profondo e per la prima volta dopo tanti anni mi sento libera.

________________________________________________________________________________

clara

CLARA

Artwork: Marco Bellotto       Place:  osteria ‘Due spade’

Il treno è affollato come ogni mattina e come ogni mattina non riesco a trovare posto. Mi sistemo come meglio posso nella ressa. Sono le sette e un quarto, sto andando all’università e non ho voglia di parlare con nessuno. Ancora intorpidita dal sonno mi preparo a un viaggio snervante in piedi lungo il corridoio del treno, stipata tra decine di pendolari come me. All’improvviso sento che qualcosa mi tocca. Più precisamente sento una mano sul mio culo. Mi giro di scatto ma dietro di me c’è solo un signore che manda sms. Penso che forse me lo sono immaginato, penso che sto dormendo in piedi, ma dopo cinque minuti succede di nuovo. È proprio quel signore.
Esamino le opzioni: fare finta di niente? Spostarmi un po’ più in là? Girarmi e iniziare a urlare? Pestargli un piede? Mi passano per la testa tutte le possibilità. Sento una grande rabbia montare. Sento che potrei voltarmi e prenderlo a pugni in faccia. Invece dico solo “permesso”, e mi sposto in un altro vagone. Respiro a fondo e mi sento triste: per non aver detto niente, per aver lasciato che uno sconosciuto si divertisse a palparmi il culo nell’indifferenza generale, per aver lasciato che la vergogna parlasse per me. Avrei dovuto comportarmi diversamente?

________________________________________________________________________________

marta

MARTA

Artwork: Marilena Nardi       Place:  bottega del caffè ‘Dersut’

“Buongiorno signorina, devo parlarle di una cosa importante relativa alla denuncia di violenza sessuale che lei ha presentato il mese scorso. Purtroppo si tratta di militari americani: secondo l’articolo 7 della Convenzione Nato del 1951, i soldati possono essere giudicati dal paese di appartenenza, e non da quello in cui è stato commesso il reato. Il colpevole quindi verrà processato in patria: dovranno ricominciare da capo però, perché le autorità statunitensi non richiedono i fascicoli delle indagini italiane, e lei dovrà trovarsi un avvocato statunitense. In tutta sincerità signorina, probabilmente il suo caso verrà archiviato, di solito succede così. Vi sono inoltre delle attenuanti dovute agli scompensi psicologici causati dalle missioni di guerra a cui il ragazzo ha preso parte, quindi per ora è stato scarcerato. Comunque signorina non si preoccupi, probabilmente riceverà un risarcimento per le spese mediche e processuali, che sarà però a carico dello stato italiano. Mi dispiace molto ma non posso farci nulla. Buona giornata.”

________________________________________________________________________________

paola paola2

PAOLA

Artwork: Diana Sbabo (Bio, Commento)      Place:  osteria ‘Al Bacaro’

Mio zio viene a pranzo ogni domenica: fa i complimenti a mia madre per la perfetta cottura del pollo, gioca con mio fratello e gli insegna a fare le costruzioni con i Lego. Dopo pranzo fuma una sigaretta sul balcone con mio padre, leggono il giornale e discutono di politica.
Io la domenica a pranzo faccio il possibile per non essere in casa: una volta mi sono autoinvitata a casa della mia migliore amica, senza preavviso. I suoi genitori avranno pensato che sono una maleducata, ma non c’è un modo carino per dire alle persone che evito il pranzo della domenica perché mio zio è un maniaco sessuale che passava le domeniche a seguirmi in camera da letto, a chiedermi di fargli vedere come stavo senza vestiti e insegnarmi a giocare nudi come i grandi.
Queste cose non le ho mai dette a nessuno.

________________________________________________________________________________

linda

LINDA

Artwork: Saverio Bonato      Place:  caffè ‘Garibaldi’

Venti minuti dopo che ha lasciato il nostro appartamento ho smesso di sentire la paura e ho iniziato a sentire la rabbia. Ho telefonato alla mia migliore amica e siamo andate insieme all’ospedale. L’infermiera aveva uno sguardo a metà tra la compassione e la disapprovazione, come se sapesse tutta la mia storia, e dato che il mio fidanzato mi ha fratturato la mandibola non posso parlare per raccontargliela. Lascio che se la immagini. Lascio che mi immagini come una vittima mentre rimango qui, stesa sul lettino del Pronto Soccorso con gli occhi chiusi, cercando di rilassare i muscoli del collo e delle gambe, cercando di smettere di tremare. Lascio che sia la mia amica a parlare con i medici e con la polizia. Mi rivedo nell’appartamento buio, lui ha chiuso le tapparelle prima di picchiarmi. Ha detto che se lo dicevo a qualcuno mi sarebbe venuto a cercare. Ho disobbedito: ora lo sanno tutti. La paura è finita esattamente venti minuti dopo il crac della mia mandibola e ora non ce n’è più, c’è soltanto rabbia.
Vorrei avere la forza per andarlo a cercare io.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: